Come fingere di essere un Influencer in 3 mosse

Autore:  Michele Caivano

Bene ragazzi, oggi vi spiego come fingere di essere un influencer. L’occorrente: un po’ di fuffa, tanta autostima, l’inseparabile Klout score e forbici dalla punta arrotondata.

Siete pronti? Iniziamo. :)

Il punto di partenza: Klout

Registratevi su Klout e aggiungete tutti i social network da voi utilizzati. Il vero finto influencer ha il Klout score più alto di tutti, non dimenticatelo. Fino ad oggi avete tenuto d’occhio solo il vostro peso, il colesterolo o la pressione sanguigna?

InfluencerD’ora in poi ignorateli. Il Klout score sarà il vostro Dio e dovrete cercare di aumentarlo con ogni mezzo.

1 – Il triangolo delle social-Bermude: seni / glutei / gattini

Questi 3 tipi di contenuti fanno perdere la rotta a chiunque. Il Klout score aumenta all’aumentare dei “Mi piace”, retweet, “+1″ e condivisioni ricevuti.

Dimenticate i contenuti specifici e i post che solo gli specialisti sono in grado di capire.

Bisogna sparare nel mucchio. E cosa c’è di meglio di una donna scosciata o di un tenero gattino per generare condivisioni compulsive fra i vostri utenti?

2 – Dagli all’untore

Create una lista su Twitter e aggiungeteci tutti i VIP italiani. Le starlette nostrane spesso non brillano per intelligenza. Il livello medio dei loro tweet è paragonabile a quello di un bimbominkia dopo una botta in testa.

Restate lì in agguato, capita che un VIP dica una sciocchezza. E allora… bam! Proprio quando il VIP si mostra più indifeso, dategli il colpo di grazia con un tweet rotante.

Fategli notare in modo esplicito che ha detto una castroneria e per massimizzare il danno fate uno screenshot del vostro tweet di risposta.

I vantaggi sono due:

  • Il VIP ignaro a volte risponde per difendersi dalle accuse. Il Klout score del VIP in genere è alto. Se il VIP vi menziona nella risposta, anche il vostro Klout score aumenterà.
  • Pubblicate lo screenshot del vostro tweet ad effetto su Facebook. Lì potrete bullarvi con i vostri amici senza che il VIP in questione abbia generalmente facoltà di replicare.

3 – I professionisti dell’#epicfail

E’ una strategia per certi versi simile a quella precendente, ma applicata ai brand. Una grossa azienda fa qualcosa di poco condivisibile? Fatelo notare pubblicamente aggiungendo l’immancabile hashtag #epicfail.

L’hashtag #epicfail funziona un po’ come il sangue per i piranha o le carcasse per gli avvoltoi. Attirerete in brevissimo tempo un gran numero di utenti hooligan arrabbiati, pronti a darvi man forte nella lotta contro il “potere” (qualunque esso sia, lottare contro le autorità senza uscire di casa per quasi tutti è uno spasso).

Questo ovviamente è un post semi-serio. Nessuno si senta offeso. :)

La conclusione?

Il “successo” sui social non può essere un criterio di valutazione efficace. Né tantomeno può esserlo il Klout score.

Chi è davvero “influente”? Chi è capace di sfidare il senso comune, anche a costo di procurarsi critiche? Oppure chi si adegua da gregario a quello che dice la maggioranza?

Perché parliamoci chiaro: solo la banalità mette tutti d’accordo.

Con questa considerazione chiudo l’articolo, invitandovi come sempre a seguirci tramite feed rss, Facebook e Twitter.

E non dimenticatevi di ricondividere il post. Alla prossima. ;)